Blog di Silvio Dell'Accio

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CANCELLATE LE SENTENZE A MIO FAVORE

21 giugno, 2011 (11:21) | Senza categoria | By: admin

Gli effetti della “giustizia” italiana su di me, sono quasi peggiori del mio naufragio in Atlantico…

I giudici della Cassazione hanno smentito tutti i giudici che in tre cause, sia in primo che in secondo grado, avevano emesso sei sentenze, tutte favorevoli per me (insieme a mia sorella e agli altri due fratelli) e che erano state accettate perfino da due dei figli del nostro unico fratello (che di fatto, si è sempre opposto alla divisione della nostra eredità) e che quindi era dovuto ricorrere in Cassazione, insieme a uno solo dei suoi tre figli e contro gli altri due suoi figli!!!

Il nostro fratello “avversario” (già coerede della nostra eredità materna, rimasta indivisa) subito dopo la morte di nostro padre, ha rinunciato alla sua eredità paterna, che è quindi passata ai suoi tre figli. E questo ha enormemente complicato la divisione delle due eredità… Probabilmente lui lo ha fatto apposta, così ha potuto continuare a occupare l’appartamento che era stato assegnato a me e a mia sorella, senza pagarne l’affitto, il condominio e l’ICI; ad oggi da più di quindici anni e adesso chissà per quanti anni ancora…

Tutti i vari giudici, nelle sei sentenze di primo e secondo grado, per evitare le enormi complicazioni di una divisione di quattro appartamenti, in due eredità distinte (ma in parte sovrapposte) per otto persone, avevano ritenuto ragionevole, considerare l’eredità, come un unico compendio, risultante dalla somma delle due eredità (materna e paterna) e considerare il fratello “avversario” con i suoi tre figli, come una quota unica; anche perché loro non avevano mai domandato la divisione delle due eredità, né delle loro quattro quote.

Ma la Cassazione non l’ha ritenuto giusto e quindi dovrò (insieme a mia sorella e agli altri due fratelli) tornare in Appello, sperando di trovarci un giudice capace di spaccare il capello, addirittura in otto…

Ma i giudici della Cassazione, che sono così bravi a scoprire gli errori degli altri giudici, perché non indicano anche, come dividere giustamente, quest’eredità che aspetto da quindici anni?

Se riuscirò a rifarmi una barca e a ripartire, grazie a questa eredità, diventerò probabilmente il più vecchio navigatore solitario oceanico della storia…

La storia di un vecchio vagabondo del mare solitario che vuole tornare a navigare nell’Oceano Pacifico

9 maggio, 2010 (16:50) | Senza categoria | By: admin

Il mio piacere nel mettermi in mostra è evidente, ma qui ho anche la scusa di cercare sponsor, visto che nonostante 14 anni di cause vinte, non riesco ancora ad avere l’eredità che mi spetta e che mi consentirebbe di ricomprare una barca e ripartire, con la maggiore libertà possibile. Quindi racconterò nuovamente la mia storia, per il piacere di farlo e nella speranza di trovare dei mecenati; ma spero anche (o soprattutto) di conoscere meglio me stesso, grazie ai commenti dei lettori.

Story+

Ho provato a fare il bravo figlio, carabiniere, marito, padre, assicuratore, ecc… Ma nel ‘78 (a 35 anni) sono “scoppiato”. E grazie alla collaborazione di Paola (ex-moglie e psicologa) che si è presa il carico quasi totale, delle nostre figlie, ho mollato tutto e (lasciati i pochi soldi che avevo, a ex-moglie e figlie) me ne sono andato in giro per il mondo, con 5.000 dollari in tasca, sulla “Moana II” (una vecchia barca a vela, di vetroresina, lunga 8,80 metri) con una nuova compagna (Valeria, anche lei psicologa).

02ValeMoana

Ogni anno o due, lavoravamo qualche mese, nei paesi che visitavamo, per la manutenzione e le riparazioni della barca e per far soldi. Io mi davo da fare principalmente come tecnico, sulle barche e nei cantieri dei marina, ma ho fatto anche tanti altri mestieri e lei pure lavorava su Moana, in altre barche e a terra. Ma dopo 8 anni di navigazione a tempo pieno (insieme 24 ore al giorno) ci siamo separati (vedi il mio: “L’oceano fuori, l’oceano dentro” edito da Mursia). Adesso lei vive in India, col marito giapponese (ex-navigatore solitario) e hanno una bambina; lui fa mobili “Wabi Sabi” e lei insegna “Ikebana” (vedi: http://www.japaneseartfurniture.com/ ).
Sono in buoni rapporti con loro, soprattutto con lei, come con quasi tutte le mie “ex” che mi hanno aiutato a crescere in autonomia e consapevolezza, specialmente quando mi hanno lasciato.
Ho navigato ancora un paio d’anni, nell’Oceano Pacifico, soprattutto da solo, e poi ho venduto la barca in Nuova Zelanda e me ne sono andato in India, in aereo, dal mio guru.
Tornato in Italia nell‘88, ero un disadattato. Mi sembrava che tutti cercassero cose futili e gli altri pensavano la stessa cosa di me…
Col tempo, sono stato ricontagiato dalla normalità, ma mai completamente.
Ho fatto lo skipper e ho vissuto e lavorato in comunità dei discepoli del mio guru e nei “Lieu d’Accueil” (comunità francesi alternative che ospitano i giovani in difficoltà).
Nel 2002 sono riuscito a farmi comprare la “Free Life” (una vecchia barca di vetroresina, lunga 11 metri) dall’editore di “Nautica” che mi ha pubblicato un libro e molti articoli (anche premiati al Salone di Genova, perché: “Diffondono i concetti della sicurezza in mare”).
L’editore di “Nautica” è un parsimonioso conservatore e quelli che lo conoscono, ancora stentano a credere che lui abbia comprato una barca, per uno come me…
Ho vissuto e navigato con la “Free Life” a tempo pieno, per più di 3 anni, soprattutto da solo, passando gli inverni in Israele e in Egitto, anche per ristrutturare e modificare la barca.
Raggiunto nelle estati dalla famiglia.

03FamilFree

Ma la notte tra il 13 e il 14 dicembre del 2005, sono stato affondato, probabilmente da balene, nell’Oceano Atlantico, vicino alle Canarie.
Con gommone e fuoribordo, ho raggiunto l’isola de La Gomera (vedi: http://www.silviodellaccio.it/sitob/?p=1121 ).
Purtroppo la barca non era assicurata, perché la polizza costava troppo…

04NavigAffon

Ma dopo questa disgrazia, la vita ha ricominciato ad assistermi “miracolosamente”.
Amici appena conosciuti, a la Playa de Santiago, nell’isola de La Gomera, delle Canarie, hanno fatto a gara per ospitarmi e per aiutarmi a cercare nuove sovvenzioni e/o lavori.
Tutti gli sponsor mi avevano abbandonato, ma a la Playa de Santiago, perfino il miglior ristorante del posto, mi dava da mangiare, gratis!
Anche se i nuovi amici continuavano a insistere, per farmi restare, dopo tre mesi di tentativi falliti (per trovare nuovi sponsor o lavori) ho deciso di tornare in Italia, con gli ultimi 2.000 euro rimastimi e nessun reddito. Ma le mie figlie (che avevo praticamente abbandonato, quando avevano una decina d’anni) mi hanno detto: “Papà, non ti preoccupare, ci siamo noi!” E non sono ricche…
E così, grazie anche al loro aiuto, sono riuscito a superare i miei problemi economici.
Ogni tanto dico che forse non dovrei spendere la mia eredità, per comprarmi una barca. Ma tutte le volte, ex-moglie, figlie, nipotini e tanti altri, dicono: “Nooo! TU DEVI ricomprarti la barca e noi ti verremo a trovare nel Pacifico!”
Ho fatto sbagli e mi sono comportato male, non merito tutti questi “miracoli”.
Ma quanto mi fanno piacere…
Già nel ‘78 ero convinto che l’umanità, nel suo folle atteggiamento predatorio, stesse sfruttando e inquinando, oltre ogni ragionevole misura, il mare, il pianeta e se stessa. E anche per questo sono andato nel Pacifico, alla ricerca delle isole più belle e sperdute, con gli abitanti più gentili e ospitali, dove forse qualcuno potrebbe sopravvivere, alle probabili e imminenti catastrofi.
Ormai sono vecchio e mi piacerebbe godere il tempo che mi resta, in barca. E vorrei morire nel “paradiso terrestre” dei marinai (l’Oceano Pacifico) “collezionando” le isole più stupefacenti!
Forse potrei anche riuscire a creare, in qualche posto fortunato, le situazioni favorevoli alla sopravvivenza di figlie, nipoti e altri giovani, se l’umanità crollasse davvero.
Si dice che i marinai sappiano fare tutto, male… E io sembro proprio un marinaio!
Non sono mai stato molto bravo in nessun campo, ma mi arrangio in tante cose. E (soprattutto da quando sono diventato un solitario) riesco spesso a stabilire piacevoli rapporti e scambi.
Potrei riuscire a instaurare buone relazioni con gli abitanti di qualche arcipelago sperduto, facendo cose utili e belle per me, per loro e per i giovani che forse dovranno imparare a viverci…

AGGIORNAMENTO al 14/6/2010
A cena con Paola (la mia exmoglie, con i capelli bianchi) Valeria (la mia ex compagna, vestita di marrone) e Silvia (una delle mie figlie, vestita di bianco) Paola e vale